Parroco di Garbatola e responsabile della Comunità Parrocchiale di San Fermo
Pace e bene a tutti!
Con questo saluto francescano desidero condividere con voi i giorni della “Festa Granda” che la comunità parrocchiale di san Francesco d’Assisi in Garbatola rende possibile con l’impegno e la creatività di tantissimi volontari.
Quest’anno la nostra comunità parrocchiale insieme alla Chiesa intera vuole ricordare gli 800 anni dalla morte di san Francesco e rendere lode al Padre di tutto ciò che ha voluto rivelare a uno di questi “piccoli” di cui ci parla il Vangelo. L’incontro con Gesù lo portò a spogliarsi di una vita agiata e spensierata, per sposare “Madonna Povertà” e vivere da vero figlio del Padre che è nei cieli. Questa scelta, da parte di san Francesco, rappresentava un modo radicale di imitare Cristo, di rivestirsi di Colui che, da ricco che era, si è fatto povero per arricchire noi per mezzo della sua povertà (cfr 2 Cor 8,9). In tutta la vita di Francesco l’amore per i poveri e l’imitazione di Cristo povero sono due elementi uniti in modo inscindibile, le due facce di una stessa medaglia. Che cosa testimonia san Francesco a noi, oggi? Che cosa ci dice, non con le parole ma con la vita?
«Venite a me, voi tutti, che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,28-29). San Francesco ci testimonia: chi segue Cristo, riceve la vera pace, quella che solo Lui, e non il mondo, ci può dare. San Francesco viene associato da molti alla pace, ed è giusto, ma pochi vanno in profondità. Qual è la pace che Francesco ha accolto e vissuto e ci trasmette? Quella di Cristo, passata attraverso l’amore più grande, quello della Croce. È la pace che Gesù Risorto donò ai discepoli quando apparve in mezzo a loro (cfr Gv 20,19.20). La pace francescana non è un sentimento sdolcinato. Per favore: questo san Francesco non esiste! E neppure è una specie di armonia panteistica con le energie del cosmo… Anche questo non è francescano! Anche questo non è francescano, ma è un’idea che alcuni hanno costruito! La pace di san Francesco è quella di Cristo, e la trova chi “prende su di sé” il suo “giogo”, cioè il suo comandamento: Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato (cfr Gv 13,34; 15,12). E questo giogo non si può portare con arroganza, con presunzione, con superbia, ma solo si può portare con mitezza e umiltà di cuore. In questi giorni di festa ci rivolgiamo a te, Francesco, e ti chiediamo: insegnaci ad essere “strumenti della pace”, della pace che ha la sua sorgente in Dio, la pace che ci ha portato il Signore Gesù!
Buona festa a tutti!!!!
Sindaco Città Metropolitana
Carissimi Garbatolesi Egr. Parroco
ho ricevuto la Vostra lettera con la quale presenta per conto della Parrocchia San Francesco, la manifestazione “Festa Granda 2026”, in programma dal 29 agosto al 7 settembre 2026 a Garbatola di Nerviano.
Considerato l’interesse dell’iniziativa, sono lieto di comunicarLe, la concessione del Patrocinio ufficiale della Città Metropolitana di Milano. Mi è gradita l’occasione per inviarLe cordiali Saluti.
Buona Festa.
Il Sindaco della Città metropolitana di Milano Dott. Giuseppe Sala
Sindaco Nerviano
Cari Garbatolesi,
con la Festa Granda torna uno dei momenti più autentici e sentiti della vita della nostra comunità.
Sono giorni speciali, in cui le vie della frazione si riempiono di volti, incontri, sorrisi e tradizioni che si rinnovano, mantenendo vivo quel senso di appartenenza in un modo tutto speciale.
Dietro ogni evento, ogni iniziativa, ogni momento di festa, c’è il lavoro prezioso di tante persone: organizzatori, volontari, associazioni, parrocchia e cittadini che, con passione e generosità, dedicano tempo ed energie affinché questa manifestazione continui a essere un patrimonio condiviso da tutti.
A ciascuno di loro desidero esprimere la mia più sincera gratitudine.
Oggi questa Festa assume per me un significato ancora più profondo. Si svolge infatti nell’ultimo anno del mio mandato e rappresenta una delle ultime occasioni per rivolgermi a voi in questa veste istituzionale. Per questo desidero approfittarne per rivolgere a tutta la comunità di Garbatola non solo un augurio di buona festa, ma anche un sentito ringraziamento.
In questi anni ho avuto l'opportunità di condividere un pezzo di strada con voi ed ho sempre apprezzato il carattere di questa comunità: persone concrete, legate alle proprie tradizioni e alla propria identità ma allo stesso tempo capaci di guardare avanti e di affrontare il cambiamento con responsabilità, collaborazione e buon senso.
Il mio è dunque anche un affettuoso arrivederci. I ruoli possono cambiare ma resta immutato il legame con la propria comunità e con le persone che ne fanno parte.
A tutti voi, alle vostre famiglie, ai giovani, agli anziani, ai volontari e a quanti contribuiranno a rendere indimenticabili questi giorni, rivolgo l’augurio di vivere una Festa Granda serena, partecipata e ricca di momenti da conservare nel cuore.
Buona Festa Granda e grazie di cuore. Arrivederci.
Responsabile Comitato Festa
Come sempre, dopo il pensiero del Parroco, don Daniele, a cui va il nostro sentito ringraziamento per l’amicizia e il supporto che sin dal primo giorno del suo mandato ci ha ha dimostrato, e dopo i saluti istituzionali dei rappresentanti delle amministrazioni patrocinanti, tocca a noi del comitato organizzatore introdurvi a questa edizione 2026 della Festa Granda. Un’edizione, lo vedrete sfogliando il programma, un pò particolare perché quest’anno ricorre l’anno Santo Francescano indetto dal Papa per celebrare l’800º anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, a cui vorremmo dedicare questa festa, nel tentativo di legare insieme le due feste più importanti che celebriamo a Garbatola: la festa del paese, dedicata alla natività di Maria, e la festa del Santo patrono.
Fulcro di questi festeggiamenti sarà appunto la nostra chiesa e vorrei quindi iniziare questo pensiero ricordando la vicenda della sua costruzione, perché essa a buona ragione può essere considerata una sorta di metafora dello spirito del nostro paese. Proprio la nostra chiesa, una chiesa umile e povera, rivela infatti l’anima più autentica della Garbatola, un fatto raro oggi, un piccolo borgo antico incastonato, quasi abbandonato, all’interno del moderno sprawl metropolitano. Una chiesa, dicevo, costruita con pochi soldi, con pochi contribuenti abbienti, nella quasi totale assenza di contributi pubblici, ma con uno sforzo di popolo quasi sovrumano, fatto di centinaia di commoventi donazioni dei numerosi rami delle famiglie Carcano, Carugo, Pessina, Pravettoni, Rovellini. La presenza poi nel libro della raccolta fondi di figure come l’oste Antonio Leva, il prestinaio Luigi Pecora, o la domestica Amalia Borroni, conferma che fu una sottoscrizione capillare, che toccò ogni bottega, ogni focolare. Donazioni, spesso frammentate, di poche lire, che testimoniano come tutti i garbatolesi, anche chi possedeva poco o addirittura niente, si impegnarono a sostenere la causa comune. Scrisse don Paolo, primo parroco, nella sua cronistoria: “ricordo con piacere l’entusiasmo di tutto questo popolo; erano tutti per uno e uno per tutti, e tutti per la loro Chiesa”.
La vicenda della chiesa, prima, o della ristrutturazione dell’oratorio poi, dimostrano quanto la comunità di Garbatola sia da sempre coesa e fiera, e, se ben guidata, capace di sforzi inimmaginabili che portano a risultati straordinari, commoventi. Dobbiamo essere quindi orgogliosi della nostra umile chiesa e dello sforzo che i nostri bisnonni hanno fatto per costruirla e per costruire gli ambienti che le stanno attorno, che come ogni anno, da quel 1905, diventano il fulcro della nostra festa. Quegli stessi ambienti che i nostri nonni prima e i nostri genitori poi ci hanno insegnato ad amare, come fossero casa nostra, e certamente, lo sono e lo saranno sempre!
Quindi, prima di presentare il programma, concedeteci di salutare chi ci ha lasciato in questo ultimo anno e in particolare un abbraccio va alla famiglia ‘del Cesare’ Pravettoni per la scomparsa ‘della sua’ Teresa: una figura straordinaria per vivacità, volontà e tenacia; grande collaboratrice della parrocchia, dell’oratorio e quindi della festa, e in particolare della pesca di Beneficienza, che iniziava a organizzare subito dopo aver concluso l’edizione in corso.
Anche per cercare di onorare queste figure straordinarie, come lo è stata Teresa, crediamo sia giusto impegnarci, continuare a percorrere la strada che loro hanno tracciato. E così la festa, come l’impresa della chiesa, diventano metafora del vivere in un borgo così piccolo e difficile com’è il nostro.
Ma veniamo alla presentazione del programma. La festa quest’anno inizierà sabato 29 settembre con l’ormai tradizionale aperitivo di inaugurazione che si celebrerà dopo la S.Messa della Vigilia. Vorremmo in particolare invitarvi a partecipare alla prima grande tavolata, quella Cena sota i campan. Penso di interpretare il sentimento di molti dicendo che è uno dei momenti più toccanti ed emozionanti della festa: un momento in cui tutta la comunità garbatolese, giovane e meno giovane, si ritrova insieme, uno accanto all’altro, in strada, a cenare, a chiacchierare, a raccontarsi delle vacanze passate, a godere di un momento di tranquillità e amicizia prima dell’inzio del grande ballo.
E la nostra festa anche quest’anno sarà una sorta di grande ballo, cui saranno invitati musicisti, deejay, gruppi musicali, in un turbinio di emozioni, di serate gastronomiche a tema, di folklore, di eventi spor-tivi e di momenti per i più piccini. Proprio a questi ultimi è dedicato un momento quotidiano, che abbiamo chiamato “Il Girotondo del Mondo”, un percorso in cinque tappe per scoprire la bellezza del Creato attraverso il gioco, l’arte e lo stupore. Sono confermate le serate culturali, fiore all’occhiello della nostra festa, e in particolare la serate del martedì sera dedicata alle donne, con il connubio tra la voce di Chiara Guglielmi e la chitarra di Rossella Perrone, e la serata di mercoledì, dopo la corsa, con un concerto di musica barocca per strumenti a fiato che si terrà nella nostra chiesa.
Confermate le serate culinarie, la serata spagnola la prima domenica, la serata romana, la trippata popolare, il giovedì con il tradizioanele risotto con l’osso buco. Mentre una serie di novità vi attendono la domenica della festa: dal Ciapa el Butun, uno Swap Party, cioè un incontro in cui ci si scambiano vestiti e accessori, dando una nuova opportunità a un capo in buono stato, magari inutilizzato, al raduno/mostra dell’Arma dei Carabinieri, alle attrazioni per i più piccoli. Confermato, dopo il successo dello scorso anno, anche il “Cervellone”, gioco a quiz all’interno del Variega-tola Show del lunedì sera, prima dell’estrazione della lotteria e dell’ormai consueta chiusura con i fuochi d’artificio.
Grazie di cuore quindi a tutti gli abitanti, a tutti i collaboratori, ai pochi grandi finanziatori e ai tanti, tantissimi, semplici donatori, del resto questa è la nostra tradizione, questa la nostra forza, uniti, insieme, tutti per Garbatola. Non ci rimane che salutarvi e uno a uno invitarvi a venire alla festa, venite a mangiare qualcosa da noi, o semplicemente a prendere un drink in piazza, entrate alla pesca di Beneficienza - forse l’attrazione più antica e non crediate… una delle più vive della festa -, portateci i vostri piccoli, voi farete del bene, contribuendo e sostenendo la festa, i vostri bimbi vivranno un’emozione unica che ricorderanno per sempre. E allora, Buona festa granda a tutti: viv-a Garbatola!